Vorrei anzitutto esprimere la mia indignazione per l’ennesima condanna inflitta a Fabrizio Pellegrini, questa volta da parte della Corte di Appello di L’Aquila, poiché ritengo che ogni persona, in piena coscienza e responsabilità, abbia il diritto di scegliere insieme al suo medico la terapia che ritenga più idonea per superare i disagi provocati dalle malattie di cui soffre, come del resto è previsto dalla legge. Allo Stato Italiano, a tutti noi, questa decennale persecuzione di un malato sta costando molto di più, in termini economici ed etici, che non erogare la cura prescritta, per non parlare delle conseguenze sull’attività lavorativa e sulla vita familiare e di relazione del malato. A questo proposito voglio riportare quanto garantito dalla nostra Costituzione: