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Home > Italiano (it) > Notizie > 2016 > Italia e DEA unite?
Pubblicato il 8 settembre 2016  di Richard Rainsford

Italia e DEA unite?

Caro Marco il testo è tratto quasi interamente da una lettera che mi ha mandato Dana Beal ieri sera mentre stavo uscendo. Ho tradotto il suo testo e l’ho inviato ad Eleonora Martini del Manifesto che mi ha detto che non poteva pubblicarlo. Ma l’argomento è molto interessante comunque. Che fare?

Da un testo di Dana Beal...



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Gli attivisti della canapa terapeutica hanno spesso ipotizzato come gli apparati antidroga fossero più interessati a conservare il monopolio sugli antidolorifici piuttosto che permettere ai pazienti di scegliere. Negli USA gli stessi sono sul piede di guerrai perché la DEA ha appena vietato il Kratom, dato che molte persone lo usavano per disintossicarsi dall’eroina al pari di molti pazienti affetti da dolore cronico. Nonostante il kratom sia molto meno problematico degli oppioidi, e che il suo componente attivo, la mitraginina abbia una azione antidolorifica analoga , i complici italiani della DEA quasi simultaneamente hanno recentemente emesso un decreto pubblicato a firma Lorenzin che ha messo fuorilegge la mitraginina e l’ibogaina . Gli USA avevano già vietato l’iboga nel 1967,mentre lessa rimane legale in quasi tutto il mondo e viene utilizzata nelle cliniche per la disintossicazione da oppiacei.

La decisione della Lorenzin é interessante secondo l’attivista americano Dana Beal”perché svela il possibile motivo della messa al bando di sostanze poco studiate e possibilmente nocive da cui viene sempre escluso l’alcool, nonostante l’appello inascoltato e poco reiterato del dottor Nicola Gratteri che ha avuto il coraggio di ipotizzare la messa al badno del principale sacramento cattolico nonché farmaco,droga ed alimento..
A differenza del metadone l’ibogaina non dà assuefazione e non può esser considerata una sostanza d’abuso perché tra i suoi effetti collaterali rendono improbabile il suo uso in tal senso.Sempre secondo Dana Beal durante la fase acuta provoca una sorta di mal d’auto ed é utilizzata in tutto il mondo come sostanza d’elezione per la disintossicazione da oppiacei,cocaina,metanfetamina ed alcool.Agisce eliminando i sintomi di astinenza con un metabolita serotoninergico antidepressivo di lunga durata che attiva il GDNF Glial cell-derived neurotrophic factor (GDNF)che non solo mobilita i recettori della dopamina ma che invia dei segnali di feedback ai nuclei cellulari avvisandoli di continuare a produrre GDNF anche dopo l’effetto.

Per oltre 30 anni i tossicodipendenti da eroina hanno assunto “dosi massicce” di ibogaina. In un molto limitato numero di casi questo uso massiccio ha causato una grave bradicardia, una sindrome transitoria trattabile con adrenalina e ossigeno. Questo è il motivo per cui l’ibogaina va somministrata sotto controllo medico-una considerazione che rende a ragione la proibizione estremamente problematica, dal momento che nessun medico si presterebbe a somministrare una sostanza illegale.

Recentemente delle dosi estremamente basse di ibogaina dagli 8 ai 16 mg al giorno- troppo piccole per produrre effetti psichedelici-sono state ritenute in grado di controllare la sindrome di Parkinson. E solo un mese fa un trattamento a bassi dosaggi era stato utilizzato con successo per disintossicare dal metadone. Quindi non é sempre necessario utilizzare dosi massicce per quanto possa esser preferibile in molti casi.

L’obbiettivo dei proibizionisti è chiaramente sviluppare l’uso esclusivo di sostanze di mantenimento come metadone e suboxone. Questo preparato contiene principalmente buprenorfina e naloxone in modo che sia impossibile da iniettare con il risultato di mantenere i tossici assuefatti a vita a qualcosa che non gli fornisce alcuna gratificazione . Zombie da utilizzare nella industria carceraria!

Nel decreto del primo agosto la signora Lorenzin, il ministro della Sanità italiana, elencando le decine di sostanze da metter al bando comprese le piante di cui sopra,cita in alcuni casi le condizioni avverse o il fatto che le sostanze non siano state studiate.
Un po’ come successo alla cannabis che è stata interdetta quasi un secolo prima che fossero scoperti i cannabinoidi i recettori e gli endocannabinoidi. Rispetto al Kratom, ha citato solo un caso di possibile intossicazione mentre per quanto riguarda l’iboga, i carabinieri di Bolzano in Sudtirolo hanno interrotto una cerimonia del Santo Daime dove hanno trovato delle radici di iboga. (L’uso religioso era stato citato anche da Nicolas Sarkozy che da ministro degli Interni francese aveva messo fuori legge la religione Bwiti in Francia nel 2007). Non sappiamo se in Italia questa religione sincretica cristiana sia parimenti discriminata ma il divieto dell’utilizzo rituale, per quanto criticabile, non dovrebbe diventare un pretesto per procedere contro l’uso clinico della Ibogaina, una delle sostanze più studiate del mondo, con risultati disponibili per l’eroina e per cocaina ed alcool per quanto non accompagnati da molti trial clinici, a causa della resistenza dei sostenitori delle terapie agoniste come la NIDA, l’ente nazionale per le dipendenze statunitense e da Alex Wodak della rete australiana per la riduzione del danno e della domanda.Noi ci appelliamo agli antiproibizionisti come i radicali italiani per distogliersi per pochi minuti dalla lotta per la cannabis per combattere questo fascismo mascherato mettendo completamente a luce la questione nel parlamento italiano





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The European Coalition for Just and Effective Drug Policies, is a pan-European network of currently 160 NGO’s and individual experts involved in the drug issue on a daily base. We are the European section of an International Coalition, which consists of more than 400 NGOs from around the world that have adhered to a Manifesto for Just and Effective Drug Policies (established in 1998). Among our members are organisations of cannabis and other drug users, of health workers, researchers, grassroot activists as well as companies.


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